Ambulatorio Rokitansky
Il centro si occupa della valutazione, diagnosi e trattamento chirurgico delle malformazioni dell’apparato genitale femminile, e in particolar modo lo staff è altamente specializzato nella Sindrome di Rokitansky.
La Sindrome di Rokitansky è una rara condizione congenita che colpisce 1:4000/5000 ragazze. Si caratterizza per l’assenza completa della vagina e dell’utero (in presenza spesso di rudimenti uterini). La diagnosi viene generalmente fatta in epoca adolescenziale quando la mancata comparsa della prima mestruazione porta le ragazze e le loro famiglie a rivolgersi a numerosi specialisti, prima di giungere ad avere una diagnosi.
L’ambulatorio dedicato alle pazienti affette da questa delicata patologia è multisciplinare.
Le giovani donne e le loro famiglie vengono accolte da ginecologi con esperienza decennale sulle anomalie congenite femminili e la preservazione della fertilità, e da una psicologa dedicata che fornisce supporto sia alle pazienti che ai genitori.
La prima visita è innanzitutto un colloquio conoscitivo in cui si offre ampio spazio all’ascolto e alla risposta delle domande poste dai familiari e dalle ragazze. Chiarire dubbi, perplessità e paure delle pazienti e dei familiari permette di instaurare un rapporto di fiducia e di collaborazione che riteniamo fondamentale sia nella fase diagnostica che in quella terapeutica. Il nostro obiettivo è il raggiungimento del benessere e della salute psicologica e sessuale delle nostre pazienti, per questo l’aspetto psicologico è di importanza primaria.
Alla prima visita si esegue un’anamnesi accurata, cioè l’esame e la raccolta della documentazione clinica presentata dalla paziente; al termine della fase conoscitiva effettuiamo un esame obiettivo e l’ecografia per via addominale avvalendoci di una strumentazione di avanguardia e di imaging tridimensionale.
Terminata la fase di inquadramento diagnostico viene proposto un percorso terapeutico personalizzato, medico o chirurgico, che viene individuato sulla base delle caratteristiche della paziente e dagli elementi emersi nel corso della fase di inquadramento diagnostico. La strategia terapeutica più efficace è quella che si adatta meglio alle esigenze e alle aspettative della paziente.
Le terapie proposte per la Sindrome di Rokitansky prevedono principalmente due strade diverse. Da una parte la possibilità di un approccio medico funzionale (anche noto come metodo funzionale di Frank), dall’altra un approccio chirurgico mininvasivo. L’intervento chirurgico (neovaginoplastica secondo Davydov modificata) mira alla creazione del canale vaginale per consentire alle pazienti una normale vita di relazione e viene eseguito con una procedura laparoscopica e perineale mini-invasiva, della durata di circa 50-60 minuti.
L’alta specializzazione dell’equipe chirurgica consente di trattare queste condizioni patologiche con tecniche endoscopiche che si avvalgono di una strumentazione chirurgica di avanguardia.
Gli ottimi risultati anatomici e funzionali conseguiti, e l’elevato numero di pazienti operate (oltre 300 casi) fanno del nostro centro un punto di riferimento nazionale e internazionale per la cura della Sindrome di Rokitansky. Fondamentale per la riuscita e il successo dell’intervento è la fisioterapia effettuata nel periodo post operatorio mediante l’utilizzo di intrusi vaginali che le pazienti imparano ad utilizzare nel corso del ricovero ospedaliero. Importantissime sono le visite di follow up ambulatoriali post intervento chirurgico che vengono programmate a cadenza regolare sempre tenendo conto delle esigenze delle pazienti.
In alcuni casi le pazienti affette da Sindrome di Rokitansky possono presentare alterazioni a livello di altri apparati quale renale, cardiaco e scheletrico; questo centro nasce dall’esigenza di dedicare a tali pazienti un approccio multidisciplinare che veda coinvolti diversi specialisti come pediatri, urologi, endocrinologi, dato l’importante impatto sociale e sulla qualità di vita.
Il centro offre un supporto psicologico personalizzato con incontri individuali e di gruppo per accompagnare le pazienti e i familiari nel loro percorso terapeutico.
L’attività clinica si coniuga con la costante attività di ricerca sulle patologie malformative dell’apparato genitale femminile che negli anni ha portato a pubblicare numerosi contributi su riviste scientifiche nazionali ed internazionali ad alto impatto.
Il nostro obbiettivo è di essere un punto di riferimento per le giovani pazienti e i loro familiari, ma anche per i colleghi ginecologi e medici di base che sospettano una diagnosi di anomalia mulleriana, offrendo una modalità di accesso semplice e trasparente ai nostri servizi, ridotte liste di attesa, possibilità di contatto diretto con i nostri medici e psicologi. Poniamo al centro della nostra attività le ragazze con l’attenzione umana e la competenza professionale necessarie a soddisfare ogni bisogno di diagnosi e di cura. Cerchiamo di garantire l’eccellenza mediante la formazione continua, perseguendo un costante miglioramento dei nostri servizi.
Metodi di trattamento
Prevedono un percorso diagnostico terapeutico personalizzato medico o chirurgico sempre supportati da un sostegno psicologico che riteniamo fondamentale offrire sia alle pazienti che ai lori familiari.
Le possibili opzioni terapeutiche per creare la neovagina e i relativi tempi vengono spiegati in maniera esaustiva, fondamentale far comprendere alle ragazze e ai genitori che la creazione di una neo vagina deve avvenire nella tarda adolescenza, quando le ragazze possono esprimere un consenso maturo e può partecipare alla procedura in modo attivo e motivato.
Trattamento non chirurgico: metodo funzionale di Frank
È un metodo non chirurgico di creazione di neovagina, solitamente proposto a ragazze psicologicamente preparatee motivate e/o in caso di condizioni anatomiche favorevoli. Vengono utilizzati dilatatori vaginali di calibro e lunghezza crescenti, inseriti per due ore al giorno per qualche mese. La fase iniziale è molto delicata e richiede una stretta super visione ambulatoriale da parte della nostra equipe, affinchè le ragazze possano apprendere il corretto utilizzo degli intrusi vaginali.
Trattamento chirurgico: vaginoplastica secondo Davydov modificata
Il nostro centro è un punto di riferimento nazionale ed internazionale per questa tecnica chirurgica, che prevede un tempo vaginale con dissezione dello spazio retto-vescicale, con mobilizzazione del peritoneo del Douglas e sutura del peritoneo stesso all’introito vaginale e chiusura della volta della neovagina. È richiesta sempre una fisioterapia da effettuarsi nel post-operatorio attraverso l’impiego di intrusi vaginali in modo continuo nei mesi dopo l’intervento chirurgico e poi progressivamente solo in alcuni giorni della settimana. I risultati anatomici (misurabili sulla base di una lunghezza vaginale > 6 cm) dopo 6 mesi e funzionali (ossia la possibilità di avere rapporti sessuali soddisfacenti è > del 95%). La nostra ampia casistica (più di 300 casi) non riporta complicanze chirurgiche significative e ottimi risultati per quanto concerne la riepitelizzazione del canale vaginale.
Preservazione della fertilità: criopreservazione ovocitaria
Il team dedicato comprende anche un ginecologo specialista di medicina riproduttiva, in grado di fornire alle pazienti con Sindrome di Rokitansky le informazioni circa le loro opzioni future di fertilità. La consultazione avviene al momento della visita e alle pazienti viene offerta le possibilità di eseguire la criopreservazione ovocitaria contestualmente all’eventuale laparoscopia a cui la paziente sia candidata. Il prelievo degli ovociti nelle pazienti affette da Sindrome di Rokitansky viene infatti idealmente effettuato all’inizio della laparoscopia a cui queste sono candidate, così da non doversi sottoporre a una ulteriore procedura anestesiologica e chirurgica per prelievo ovocitario in futuro. Ai fini della criopreservazione, vengono quindi illustrate alla paziente le terapie necessarie per la stimolazione ovarica controllata, le modalità del prelievo ovocitario in base al singolo caso e lo stato dell’arte delle attuali e future prospettive di maternità nella Sindrome di Rokitansky. A tal proposito, è in costante evoluzione la letteratura europea e americana riguardo l’intervento chirurgico di trapianto d’utero nelle pazienti affette, ancora oggi da considerarsi una tecnica sperimentale ma in promettente via di sviluppo.